Zuppa di amaranto con scarti di estrattore riciclati

Da quando uso l’estrattore di succhi uno dei divertimenti maggiori è inventare dei modi per riciclare gli scarti di frutta e verdura. Sono comunque fibre, con tantissime proprietà e buttarle sarebbe un vero peccato…l’ottica del riciclo, del riutilizzo e dell’ecologia sono ormai entrate a far parte della mia vita in modo preponderante, per cui non può mancare nemmeno in cucina…è proprio vero che non si butta via niente! L’importante, se decidiamo di riutilizzare gliscarti di estrattore, è che la frutta e la verdura siano biologiche o prodotte nel nostro orticello, poichè all’interno della fibra residua la maggiorparte dei pesticidi (e sul biologico potrebbe aprirsi un discorso immenso, ma magari ne parlerò in un altro articolo…).

Un modo davvero saporito per riutilizzare gli scarti è a mio avviso quello di usarli in zuppe, orzotti e risotti: conferiscono un gusto molto particolare ed una consistenza cremosa. Si potrebbe essere dubbiosi a riguardo dell’utilizzo della fibra della frutta in primi piatti salati, invece devo dire per esperienza che il risultato è sempre strepitoso!

Nella ricetta di oggi ho usato l’amaranto, uno pseudocereale privo di glutine, molto digeribile, ricco di proteine (13,5g/100g) pregiate e ben assimilabili, calcio (159mg/100g), fosforo (557mg/100g), potassio (508mg/100g), fibra (6,7g/100g)  e ben 7g di grassi, per la maggiorparte polinsaturi.

L’amaranto, come la maca, era uno dei cibi sacri preferiti degli Aztechi. Composto da minuscoli semini che si rigonfiano durante la cottura, si presta alla preparazione di polpette, zuppe, cous-cous gluten-free.

Ma veniamo alla ricetta…!

Ingredienti:

amaranto 3 pugni

scarto di estrattore 100g circa

origano 1 pizzico

curcuma 1/2 cucchiaino

gomasio 1 cucchiaino

sale marino integrale 1 pizzico

shoyu 1 Cucchaio

Procedimento:

Mettere a bagno l’amaranto per 30 minuti;  scolarlo con l’aiuto di un colino e sciacquarlo bene sotto l’acqua corrente.

Disporlo in un pentolino dal fondo spesso con circa 3 parti di acqua, salare, portare ad ebollizione con coperchio chiuso ed abbassare la fiamma al minimo. I tempi di cottura sono di circa 40 minuti. Consiglio di controllare l’acqua rimanente le prime volte che si cucina l’amaranto, perchè tende ad assorbirsi facilmente con il rischio che si attacchi tutto sul fondo.

5-10 minuti prima della fine della cottura, versare lo scarto di estratto, se dovesse servire aggiungere un altro pò di acqua, in modo da far ammorbidire la fibra ed addensare la zuppa. Possiamo variare la densità secondo i nostri gusti aumentando o diminuendo la quantità di acqua.

A fine cottura aggiungere l’origano, la curcuma e lo shoyu (ricordo che lo shoyu contiene piccole quantità di glutine quindi non è adatto ai celiaci) e servire con una spolverata di gomasio.

Infine, giusto per ricordarci di sorridere sempre…un bell’art attack decorativo di sorrisi vegetali…e buon appetito con la gioia nel cuore e nel piatto! 🙂