La visione è una funzione psicofisica in continua evoluzione con l’ambiente. Fin dalla nascita il suo sviluppo è strettamente collegato alle altre funzioni fisiologiche, pertanto influenza molti aspetti della nostra personalità e viceversa.
Le abilità del sistema visuo-percettivo-motorio si strutturano attraverso una complessa interazione tra cervello, mente e relazioni sociali. Soprattutto le interazioni precoci madre-bambino o con altre figure di accudimento vanno a influenzare la costruzione del cervello coinvolgendo direttamente o indirettamente i complessi meccanismi di regolazione dell’asse dello stress.
Le emozioni, come processi integrativi, che “collegano tra di loro processi fisiologici , cognitivi, sensoriali interni e sociali” (D.J. Siegel) giocano un ruolo importante nella complessa eziologia multifattoriale dei disturbi visivi e dei processi di apprendimento. L’approccio biopsicosomatico ai problemi visivi richiede quindi un intervento multidisciplinare per correggere le possibili difficoltà di adattamento all’ambiente e favorire un sano equilibrio occhio-mente e cervello.
A questo scopo la psicoterapia, e le metodiche psicologiche, che tengono conto del ruolo dello sguardo e degli occhi nello sviluppo psicoaffettivo e nella genesi di molte patologie oculari, dispongono di ottime strategie di cura per arginare la sofferenza causata dallo stress, da stati depressivi, ansie e traumi che si manifestano a carico del sistema visivo, coinvolgendo gli occhi e la vista.
In questo articolo viene preso in considerazione l’approccio integrato, psicoterapia e floriterapia, riguardante l’utilizzo di rimedi provenienti dalla natura, che se dispensati con cognizion di causa sostengono con successo la cura di molti disagi psicofisici. Matilde Vindigni ed Io abbiamo preparato per voi, curiosi delle novità e fiduciosi nella natura che ci offre generosamente e spontaneamente tante risorse, questa prospettiva di cura olistica invitandovi alla lettura di questo breve articolo.
