Terapia del Dolore

Nonostante i meritori progressi della medicina, ci sono ancora patologie che non è possibile trattare e risolvere in modo definitivo.

La Terapia del Dolore, detta in termini medici anche algologica o terapia antalgica, mira a curare il dolore cronico, quello cioè che perdura nel tempo, anche senza una causa apparente.

In altre parole si cura sia il dolore derivante da una malattia che è ormai cronicizzata, come può essere il tumore, ma anche quello fine a se stesso, che non è segno di una malattia ma è la patologia stessa.

Il dolore infatti si manifesta fisicamente ma in taluni casi può essere anche di origine psicologica, somatizzato e quindi non curabile con i consueti antidolorifici. È per tale motivo che nella Terapia del Dolore collaborano insieme sia il medico che lo psicologo, in un approccio multidisciplinare che possa risolvere secondo le specifiche competenze lo stato di malessere perdurante del paziente.

Il dolore nell’accezione comune è un segnale che il corpo manda quando qualcosa non va, come accade per esempio quando si rompe un osso. Quello cronico invece, che perdura anche dopo la guarigione e si innesta accompagnando il paziente sempre, è quello che cura la Terapia del Dolore in modi diversi.

Tra le patologie croniche trattate con la Terapia del Dolore ci sono il mal di testa, il dolore facciale, la nevralgia del trigemino, il mal di schiena, l’infiammazione di un nervo, la nevralgia del pudendo, dolori di origine neurologica, ernie del disco, dolori associati a herpes e molto altro.

In relazione alla presenza di un malessere o un dolore continuo, la stessa terapia si occupa anche di curare i disturbi del sonno, la stanchezza cronica, la difficoltà a concentrarsi ma anche l’ansia, la depressione e le malattie relative all’apparato digerente, come per esempio il Morbo di Chron, molto spesso identificato come malattia delle società moderne.

Con il perdurare di stati di malessere la soglia del dolore si abbassa ed è importante quindi intervenire anche sulla stessa percezione a livello mentale e inconscio, per una cura dei centri nervosi.

La cura relativa alla Terapia del Dolore in ambito medico si avvale sia della medicina ufficiale che di quella cosiddetta alternativa.

Il dolore si cura con analgesici, FANS (farmaci antinfiammatori non steroidei), ma anche derivati dagli oppiacei.

L’origine del dolore è da ricondurre a un mal funzionamento dei recettori nervosi e dei neurotrasmettitori, che interpretano male i messaggi che ricevono. Ecco perché i farmaci usati possono anche essere accompagnati dagli antidepressivi che, uniti alla terapia psicologica, portano a importanti risultati.

In tal senso si inquadra anche l’ipnosi, che ha una percentuale di successo del 50%, considerando anche il fatto che ci sono soggetti non ricettivi per questa pratica. Con l’ipnosi si agisce comunque sulla mente del paziente in modo che possa essere indotto a un certo sollievo rispetto al dolore che prova. Questa terapia ha ancora più successo nei casi in cui il dolore è totalmente di origine psicosomatica.

Durante la terapia psicologia il soggetto verrà guidato nella capacità di controllare e gestire lo stato doloroso, fino a quando riuscirà a prenderne consapevolezza e a liberarsene.

Quando il dolore è classificato come cronico, quindi prettamente fisiologico, si può intervenire oltre che con la terapia farmacologica, anche con l’agopuntura che si rivela efficace per l’azione sui centri neurologici. In alternativa o in affiancamento si possono anche impiantare degli elettrodi sottocutanei che agiscono soprattutto a livello della spina dorsale. Sono gli impulsi elettrici che riescono dunque ad alleviare il dolore, esclusivamente sotto l’aspetto meccanico.

Un presupposto perché la terapia del dolore funzioni è quello di convincersi con sicurezza della causa (fisiologica, psicologica o entrambi).

È errato infatti pensare che il dolore che origina in ambito psicologico sia pura immaginazione del paziente, in quanto la manifestazione è reale, ma non curabile con i farmaci.

La Terapia del Dolore, che consiste nelle cosiddette “cure palliative“, interviene anche nei pazienti terminali per alleviare le sofferenze.

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