Psicologia

Nonostante ci sia molta chiarezza riguardo gli indirizzi specialistici della medicina poche persone hanno ben chiaro cosa significa andare dallo psicoterapeuta, affrontare un percorso terapeutico accompagnati da un professionista del benessere psicofisico.

Molti arrivano alla consultazione psicologica come l’ultima spiaggia dopo numerosi tentativi di risolvere un disagio fisico, psichico o comportamentale. Che si tratti di sintomi di ansia, momenti di depressione, insonnia o problemi fisici (mal di testa, dolori di vario tipo, o disagio relazionale) o comportamentale approdare alla psicologia è un salto nel buio, che uno vive quasi con senso di sconfitta che lo porta, talvolta, a una ulteriore disistima di Sé. Vorrei perciò dedicare qualche riga a questo argomento per aiutare i lettori a comprendere un po’ meglio il ruolo dello psicologo e della psicoterapia nella cura del corpo e dell’anima.

L’essere umano è costituito da un corpo fisico, in quanto entità biologica ha delle necessità fisiologiche e materiali che gli consentono la sopravvivenza. Così il nostro cervello è stato, diciamo, programmato per compiere tutta una serie di processi neurofisiologici per garantire la sopravvivenza (respirazione, digestione, equilibrio posturale, ecc..), ma nel corso dell’evoluzione si sono sviluppati processi cognitivi (memoria, apprendimento, ecc..) e dinamiche psicosociali (appartenenza a gruppi, relazioni affettive, ecc…) ma anche processi psicologici e emozionali (aree motivazionali, sessualità, aggressività, paura, ecc…) che interagendo costantemente tra di loro determinano il nostro adattamento alla realtà e il nostro stile di vita.

Pertanto la comprensione di parte da una adeguata attenzione alle numerose sfaccettature che compongono l’essere umano. Le cose non sono così semplici come apparvero all’inizio, nel senso che la mente non è composta solo da elementi di facile accesso, cioè ci sono operazioni mentali così complesse e sofisticate di cui noi non abbiamo consapevolezza. Freud con il concetto di inconscio ha introdotto la necessità di analizzare quello che avviene appunto a un livello più invisibile che non è immediatamente riconoscibile e quindi gestibile per ottenere un cambiamento o una miglior performance di qualche natura.

La psicologia è stata riconosciuta la scienza che studia questi complessi meccanismi di immagazzinamento delle informazioni a livello cerebrale, analizza le complesse dinamiche intrapsichiche, favorisce una buona regolazione dei processi relazionali che risultano disfunzionali e interviene a liberare l’individuo da quei fattori psicologici che disturbano il sano equilibrio biopsicosomatico.

Le varie branche della psicologia che si sono sviluppate in questo ultimo secolo studiano varie sfere dell’essere umano, ci sono specialisti che si occupano della relazione mente-corpo (psicosomatica, psiconeuroendocrinoimmunologia, neuropsicologia, ecc..), di problemi di apprendimento nei bambini (dislessia, ritardi scolastici, ecc.), problemi comportamentali (anoressia, bulimia, manie ossessive, ecc..), relazionali (terapia della famiglia, di coppia, di comunità o di gruppo)… e ci sono anche aree che si occupano del sostegno in vari campi sociali (handicap, tossicodipendenze, pubblicità, lavoro, ecc..).

Ecco che nel scegliere lo psicoterapeuta è importante valutare l’area o la sfera in cui si colloca il problema principale che vogliamo affrontare per trovare il professionista che disponga di strumenti adatti alla nostra situazione.
Di solito lo psicoterapeuta essendo prima di tutto psicologo, se non nel primo colloquio, ha comunque gli strumenti (tests, colloquio clinico, osservazione) per riuscire a valutare efficacemente e di conseguenza indirizzare la persona verso una forma di psicoterapia che si adatta meglio alle necessità e agli obiettivi espressi nel colloquio.

Da questo punto di vista un buon consulto dovrebbe essere già considerato un atto terapeutico.


PSICOLOGIA E PSICOTERAPIA

Perché l’incontro con lo psicoterapeuta desta ancora tanta perplessità e tanti dubbi? Intanto chiariamo la differenza tra psicologo e psicoterapeuta.

Lo psicologo è laureato in psicologia, pertanto può svolgere attività di psicodiagnosi e di consulenza psicologica, di comunità, di ricerca o altro su cui si è specializzato nel corso degli studi. Psicoterapeuta è colui che dopo la laurea in Psicologia o medicina ha seguito una scuola di formazione quadriennale che lo abilita all’esercizio della psicoterapia nell’ambito prescelto. Questa prassi si è consolidata nel 1994… e questo ci fa capire che il ruolo di psicoterapeuta è stata una conquista recente, sebbene già dai tempi di Freud e Jung, con la diffusione della psicoanalisi si fossero istituiti dei training formativi che garantivano adeguata formazione a coloro che desideravano occuparsi di trattamento della psiche. Fanno ancora parte di questi gruppi le varie società o associazioni di psicoanalisti (vedi scuola Junghiana, Kleininiana, ecc.. seconda della metodologia di riferimento).

In questo contesto vorrei definire la psicoterapia secondo quanto affermò uno psichiatra inglese nel lontano 1872:“la guarigione del corpo mediante le funzioni psichiche del paziente”. La lettura di questa definizione mantiene a tutt’oggi la sua scientifica modernità se aggiungiamo “che trattasi di un intervento sulla psiche attraverso la relazione terapeutica, ovvero l’intervento di un’altra mente quella del terapeuta sul paziente”. La prima definizione lascia intravedere il ruolo attivo e non passivo della persona nel processo di cura tanto da considerare il chiaro potere di autoguarigione insito nell’organismo… E’ il nostro corpo che cura se stesso con l’intervento di un altro che da fuori “vede cose che l’altro non riesce a vedere” quindi lo guida verso una visione più ampia della sua situazione!

Resta valida la metafora di LEUNER H.C. autorevole Psicoterapeuta tedesco che ha dato origine alla Psicoterapia Immaginativa con il VIC (Vissuto Immaginativo Catatimico) che paragonava il paziente al sommozzatore che si accinge a fare un’immersione e il terapeuta è l’esperto che stando fuori dell’acqua lo può aiutare a scendere, ad esplorare il fondo fornendo gli strumenti adeguati e le coordinate per muoversi e operare in sicurezza.
La cosa confortante, al di là delle definizioni, è che finalmente è possibile verificare l’efficacia della psicoterapia, questo grazie alle tecniche di neuroimaging come la fMRI o la SPECT che mettono in rilievo i cambiamenti nelle aree del cervello prima e dopo la psicoterapia e in alcuni studi si evidenzia addirittura la sua superiorità rispetto alle cure farmacologiche.

Vorrei spendere ancora due parole per illustrare brevissimamente l’approccio psicodinamico che si è evoluto dalle teorie psicoanalitiche (Freud-Jung), arricchendosi con le teorie della psicologia dello sviluppo e dell’attaccamento, fino a integrarsi sempre di più con altri orientamenti teorici e clinici che hanno consentito una maggior approfondimento delle dinamiche dell’essere umano, rendendo questa disciplina sempre più articolata e complessa, perché l’essere umano la mente e la vita sono fenomeni misteriosi di cui abbiamo ancora molto da scoprire.

L’approccio psicodinamico, quello derivante dalle teorie psicoanalitiche della personalità, forse il più criticato fin dagli albori della psicoterapia perchè considerato meno scientifico rispetto ad esempio all’orientamento cognitivo-comportamentale, si rivela oggi il più completo nello studio e nella valutazione della salute generale di chi ha affrontato questo tipo di percorso. Una psicoterapia non deve servire soltanto a liberarti dei sintomi o dei malanni ma ad attivare risorse, a favorire un sano adattamento alla realtà, migliorare il dialogo con il proprio corpo, le varie parti di Sé, e con gli altri.

Tutte le psicoterapie stimolano la capacità di autoriflessione e di sintonizzazione … le aree che si attivano infatti sono quelle che sono state denominate dai neurobiologi “circuito della risonanza” (neuroni specchio). Scoprire se stessi, la propria anima, dare un senso e un significato alla propria vita, manifestare i propri talenti … insomma aprire il cuore alle infinite potenzialità e inseguire la felicità, finalmente possiamo scientificamente affermare che la psicoterapia, non è oscura magia, ma la scienza che aiuta a costruire benessere e stimolare capacità e risorse mentali per evolvere e far evolvere l’essere umano verso la felicità.


Che cosa è la psicoterapia ?

Proviamo ora ad aprire una finestra nella stanza di analisi. Arriva una telefonata … lì si stabilisce un primo contatto, il terapeuta si accinge ad accogliere il paziente/cliente, attraverso la voce. Il terapeuta prende appuntamento, di solito al telefono non si parla della motivazione di consulto, nel rispetto delle reciproche esigenze di orario.

Quasi tutti vogliono sapere “quanto dura?”, “quante sedute mi serviranno per eliminare il mio problema?”, “per quanto tempo devo venire qua?”.Queste sono le domande a cui non è che non è lecito offrire una risposta ma ognuno di noi è un mondo talmente unico e speciale che anche la durata del trattamento è sempre soggettiva. La relazione che si stabilisce tra paziente e terapeuta è unica e speciale … irripetibile … anche se ci sono orientamenti che precisano la durata del trattamento o talvolta per vari motivi è necessario stabilire un limite alle sedute, anzi in molto casi può esser addirittura più produttivo. Anche questo va concordato. Tutte le regole che vengono date in terapia hanno come elemento comune il rispetto della persona e il raggiungimento degli obiettivi prefissati…il benessere psicofisico.

Dopo 3 – 4 incontri il terapeuta valuta le richieste del suo cliente, gli propone un programma terapeutico ed entrambi si accordano sulla frequenza delle sedute, il tipo di onorario e si fa presente la metodologia che verrà utilizzata nel corso degli incontri.

L’uso del lettino dipende dalla formazione del terapeuta. Il lettino serve a far rilassare il paziente quindi ogni volta che sia necessario eseguire qualche tecnica di rilassamento si suggerisce di distendersi per raggiungere un miglior stato di distensione psicofisica, si usa non solo nella fase di apprendimento delle tecniche di rilassamento ma anche come preparazione per le sedute VIC in cui si accompagna la persona all’esperienza con il sogno diurno VIC. Personalmente dall’inizio della mia attività di psicoterapeuta ho modificato lo stile di accompagnamento del paziente sul lettino passando dalla posizione dietro il lettino cioè fuori dallo sguardo del paziente alla posizione a fianco del paziente, una posizione più alla pari. Fuori della portata dello sguardo ma disponibile ad incontrare lo sguardo del paziente se serve!

Io amo parlare della psicoterapia in termini di esperienza terapeutica perché è difficile raccontare a parole qualcosa che va la di là delle parole … Come ogni incontro con un’altra persona anche l’incontro con il terapeuta è uno scambio fatto non solo di parole ma coinvolge l’intera personalità sguardi, gesti, sospiri, urla, talvolta è il corpo che grida talvolta la voce non esce e si disegna, si sogna, …..si comunica anche consigliando qualche libro da leggere!

Ah! La stanza di analisi non accoglie solo l’analisi della sofferenza, elaborazione di traumi e esperienze disturbanti del passato ma ci si prende cura del mondo dei desideri e delle fantasie che caratterizzano il presente, si imparano anche delle tecniche di rilassamento e di gestione dello stress, insomma, ci si attiva per sviluppare talenti e tutto ciò contribuisce a stimolare il potere di autoguarigione che c’è dentro di noi. Il nostro guaritore interno!

A questo punto mi piace l’idea di fare spazio a qualche contributo personale di chi ha vissuto questa esperienza in qualità di paziente.

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